Elezioni, referendum e voto dall‘estero - Intervista a Rachele Arciulo di Volt

 

In vista del voto di Domenica e Lunedì prossimi, abbiamo intervistato Rachele Arciulo, una giovane attivista politica, laziale, classe 1993, da 4 anni residente a Barcellona. Rachele, nonostante la giovane età, è già leader di Volt per la regione Catalunya e fa parte del gruppo strategia europeo dello stesso partito, porta avanti gli studi universitari e importanti progetti tra cui uno sulle “città resilienti“ per le Nazioni Unite. Come portavoce di Volt, un partito di recente composizione che ha già attirato molto interesse a livello europeo, abbiamo chiesto a Rachele di illustrarci e fare chiarezza sulle prossime elezioni e referendum. Ne è venuta fuori un’intensa intervista con temi non scontati e tutta l’energia delle nuove generazioni. Che sia proprio Rachele Arciulo il profilo di cambiamento che da tanto tempo i cittadini si aspettano per un vero cambio di passo europeo? Noi di IAB - Italiani a Barcellona lo auguriamo a Rachele e ovviamente lo auguriamo anche a tutti noi. Intanto godetevi l’intervista qui sotto.

 

Ricordiamo che si vota domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020 per il referendum costituzionale confermativo relativo alla riduzione del numero dei parlamentari e per le elezioni suppletive del Senato della Repubblica, per le regionali e le comunali.

 

 

 

 

- Ciao Rachele, grazie mille per la disponibilità. Parliamo di Volt, elezioni regionali e referendum. Come sta andando la campagna elettorale e quali sono i vostri punti di vista?

 

Come Volt siamo in pieno periodo elettorale. Ci troverete infatti nelle liste elettorali delle elezioni Regionali in Toscana, Veneto e Puglia, e delle elezioni Municipali di Cascina, Trento, Matera, Venezia, Bolzano, Senigallia, Enna, Mantova e Voghera.
In più Il 20 e il 21 settembre saremo chiamati a votare per il referendum sul taglio dei parlamentari. Su tale questione Volt si è posizionato fin dalle prime fasi in modo chiaro a favore del NO. Premetto che l’Italia è una Repubblica Parlamentare in cui il potere risiede nel Parlamento (cittadini) e non nel Governo.

Perché No:

1.Un risparmio inesistente. Con il taglio dei parlamentari si risparmierebbe ogni anno meno del costo di un caffè per cittadino.

2.Con il taglio dei parlamentari i territori più piccoli avranno meno prerogative, non saranno presenti in molte commissioni e avranno molto meno potere contrattuale.

3. I parlamentari continuerebbero a non essere scelti direttamente dai cittadini, ma dai listini bloccati dei partiti che continuerebbero a gestire nomine e posizioni in cambio di favori politici come spesso è accaduto fino ad oggi.

I maggiori partiti in Parlamento, dalla Lega a Fratelli d'Italia, dal Movimento 5Stelle a Forza Italia hanno dato appoggio al Si. É evidente come questa riforma rinforzi loro e tolga qualsiasi rappresentatività ai piccoli partiti, che verranno totalmente esclusi dalla direzione democratica del paese. Con questo taglio non avremo parlamentari meno corrotti, ma meno parlamentari più corruttibili, scelti ancora dai partiti. Otterremo un parlamento più debole, meno indipendente più soggetto a fare gli interessi di chi ha le finanze per dirigerne i lavori. La Costituzione è la nostra difesa a tutto questo. Oggi, con questa riforma, la costituzione la si vuole smontare, pezzo per pezzo.

 

 

- Quali sono le modalità di voto per gli italiani all’estero, in questo caso a Barcellona e nel resto della Spagna? Sono previsti rimborsi viaggio? Sono ancora in vigore restrizioni e norme anti- covid?

 

Il voto è un diritto tutelato dalla Costituzione Italiana per cui anche noi cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle liste elettorali, abbiamo il diritto e il dovere di votare. Nel nostro caso sarà un voto per corrispondenza.
Il plico elettorale dovrà essere inviato all’indirizzo del Consolato Generale d’Italia a Barcellona. È possibile in alternativa, per gli elettori residenti all’estero ed iscritti all’AIRE, scegliere di votare in Italia presso il proprio comune di iscrizione elettorale

Gli elettori che scelgono di votare in Italia riceveranno dai rispettivi Comuni italiani la cartolina-avviso per votare presso i seggi elettorali in Italia.
Attualmente però chi entra in territorio nazionale dopo aver soggiornato o transitato in Croazia, Grecia, Malta o Spagna nei 14 giorni antecedenti, ha l'obbligo di sottoporsi al test del coronavirus. L’ordinanza del Ministero della Sanità prevede due possibilità (alternative tra loro):

- a) obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli dell’attestazione di essersi sottoposte, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo (certificato da esibire);

- b) obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine,

Se si sceglie dunque di rientrare in Italia per votare, la Legge però NON prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano. Solo gli elettori residenti in Paesi dove non vi sono le condizioni per votare per corrispondenza hanno diritto al rimborso del 75 per cento del costo del biglietto di viaggio, in classe economica.

 

 

- Puoi parlarci più approfonditamente di Volt?

 

Volt è un movimento paneuropeo fondato sui valori della libertà, dell’uguaglianza, dell’equità intergenerazionale, di genere e territoriale, della solidarietà tra e nei popoli e dell’uso sostenibile delle risorse naturali. Siamo entrati in un’epoca che pone grandi sfide all’umanità: migrazioni di massa, cambiamento climatico, avanzamento tecnologico, nuovo ruolo del lavoro, crisi del modello di sviluppo classico, globalizzazione della produzione e dei commerci e nuovi equilibri geopolitici. Sono processi di cambiamento che nessun individuo, Stato od organizzazione può governare da solo, ma devono essere affrontati con scelte collettive e politiche condivise.

Volt agisce in politica a livello locale, nazionale ed europeo. Nel 2019 Volt ha partecipato per la prima volta alle elezioni europee e ha condotto una campagna elettorale transfrontaliera con un programma elettorale europeo. Come conseguenza Damian Boeselager è stato eletto come primo membro Volt al Parlamento europeo.

Ad oggi Volt ha partecipato a diverse elezioni locali e regionali in tutta Europa e più di 26 delegati di Volt sono stati eletti in carica.

 

 

- Quali sono i vostri ideali e il vostro programma?

 

In Volt sosteniamo una comprensione della politica orientata alla soluzione e quindi al futuro. Ci consideriamo parte di una comunità europea che cresce costantemente nei suoi compiti sulla base di valori condivisi come la solidarietà, la sostenibilità e le pari opportunità. In un momento in cui le forze populiste europee e globali si stanno rafforzando e si osserva in molti luoghi una tendenza al ritorno ai valori nazionalisti emarginati, Volt offre una visione della politica costruttiva e dell'integrazione europea riassunta in 5 punti + 1:

- Stato Intelligente

Crediamo che in un periodo di grandi trasformazioni, è necessario che i governi si adattino per consentire a ogni cittadino di partecipare al meglio alla società, garantendo la massima inclusione sociale.

- Rinascita Economica

Vogliamo ridare slancio alle aree in difficoltà dal punto di vista economico, fare del nostro continente un leader dell’innovazione e valorizzare il carattere sociale dell’UE.

- Parità Sociale

Vogliamo introdurre politiche che combattano ogni genere di disparità e discriminazione, allevino la povertà e garantiscano a chiunque l’accesso ai beni primari.

- Equilibrio Globale

Vogliamo agire per creare nuovi posti di lavoro, sviluppare l’economia circolare, assicurare che il commercio sia equo, garantire a tutti i mezzi di sostentamento e costruire le infrastrutture necessarie per lo sviluppo sostenibile.

- Cittadinanza Attiva

La sfida è quella di comprendere fino a che punto il cittadino può avere un’influenza diretta sul suo governo, quali tipi di informazioni i governi debbano pubblicare e come i cittadini possano venire efficacemente informati al fine di partecipare alla vita democratica.

- Riforma dell’Unione Europea

Un nuovo approccio paneuropeo serve a vincere le sfide presenti e future. Limitati dai confini e dalle divisioni, i partiti nazionali non sono in grado di affrontare queste sfide: è invece necessario che noi europei iniziamo a lavorare tutti insieme, come un solo popolo.

 

 

- E quali sono invece le vostre azioni concrete e i successi raggiunti finora?

 

Di Volt mi piace dire che ha i valori di una ONG e gli strumenti di un partito politico per portare avanti gli obiettivi con una rete ed un impatto europeo.
Per questa ragione abbiamo lavorato su due fronti paralleli al Progetto Europe Cares.
Durante il periodo di apice del Covid-19 abbiamo perciò raccolto e consegnato con successo più di 150.000 mascherine facciali e altro materiale sanitario ai campi profughi in Grecia a Lesbo, attraverso l'iniziativa #EuropeCares, che cercó di prevenire la catastrofe umanitaria ai confini del continente. Abbiamo lanciato la Campagna per superare la mancanza di iniziativa da parte dei governi politici nazionali europei riguardo al pericolo che, il COVID-19 rappresenta per i rifugiati. Mentre il nostro rappresentante nel Parlamento europeo, Damian Boeselager, chiedeva

nel parlamento un'azione immediata per evacuare i rifugiati dei campi di Lesbo, al fine di garantire la loro sicurezza. Attualmente stiamo lavorando per la ricostruzione del campo di Moria distrutto dalle fiamme dei giorni passati e per la raccolta di beni di prima necessità. Se volete partecipare alla campagna donando potete farlo nella web di Europe Cares https:// www.europecares.org

In parallelo Volt sostiene l'iniziativa "Voters without borders" per estendere i pieni diritti politici a tutti i cittadini dell'UE. L'iniziativa cittadina europea ICE mira a garantire la partecipazione dei cittadini dell'UE alle elezioni regionali e nazionali nello Stato membro in cui vivono.
Se avremo successo, la Commissione sarà invitata a proporre una legislazione che riconosca automaticamente i cittadini dell'Unione europea come elettori nel luogo in cui risiedono. Qui per supportare l’iniziativa cittadina europea: 
https://eci.ec.europa.eu/013/public/#/screen/home

 

 

 

- Viviamo un periodo molto delicato, di grande cambiamento. Quali saranno secondo te gli scenari del dopo-pandemia?

 

Fino a qualche mese fa, qualsiasi politico avrebbe potuto assicurarsi il successo seguendo una semplice ricetta fatta di slogan: “prima gli italiani”, “riprendiamo il controllo” o “chiudiamo le frontiere”. Questo tipo di retorica ha paralizzato la nostra capacità di agire collettivamente. L’inefficace risposta all’emergenza Coronavirus lo dimostra. Oggi, infatti, è evidente che la ricetta nazionalista è stata spazzata via e cooperazione e coordinamento sono necessari per affrontare le sfide che ci troviamo davanti. La pandemia rende chiari alcuni concetti:

1. La comunità globale è realtà: quello che succede oltre confine ha un impatto quasi immediato su di noi;
2. Il benessere dei nostri vicini è importante quanto il nostro
3. La salute è un bene pubblico e quindi richiede adeguati investimenti pubblici e un senso collettivo di responsabilità;

4. Se si smantella la capacità degli stati e delle organizzazioni internazionali di intervenire inseguendo qualche ideologia, quando arriva il momento di agire essere saranno in grave difficoltà.

Sconfitta la Cina in cui l’autoritarismo fa sì che le notizie siano nascoste e che non si prendano per tempo le necessarie contromisure. Sconfitti gli Usa che affrontano la crisi con una leadership e un sistema sanitario indegno di un paese moderno. E sconfitta l’Europa che ancora una volta sembra incapace di far fronte comune contro una delle sfide più drammatiche della nostra generazione.

Questa crisi è quindi un’opportunità per apprendere da passati errori, cambiare direzione e aggiustare quelle cose che nemmeno sapevamo essere rotte.

 

 

- Da sempre qui su IAB - Italiani a Barcellona cerchiamo di dare voce all’innovazione e a chi realmente ha idee e cose nuove da dire. Sappiamo che tra un piccolo movimento come Volt e i grandi partiti c’è una differenza abissale anche in termini di fondi elettorali ecc. Ti offriamo quindi uno spazio per invitare i nostri lettori a seguire Volt e a partecipare attivamente ai vostri progetti.

  

Vuoi unirti a Volt? Siamo sempre contenti di accogliere nuovi membri e volontari che vogliono sostenerci e prender parte al movimento. Puoi iscriverti alla voce "Unisciti a noi"! nella web https://www.volteuropa.org
Per ulteriori informazioni riguardo i nostri progetti potete contattarmi a rachele.arciulo@volteuropa.org

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