Coronavirus in Spagna: niente panico! Situazione sotto controllo ma è necessario informarsi bene (video)

Sono arrivate tante segnalazioni e richieste di informazioni in questi giorni da italiani che devono viaggiare in Spagna o rientrare dall‘Italia. Per questo motivo abbiamo deciso di pubblicare questo articolo sul diffondersi del Coronavirus. Non sappiamo in questo momento in cui scriviamo l‘articolo, come sarà la situazione dei trasporti nei prossimi giorni. I porti, gli aeroporti e le stazioni di treni e autobus potrebbero rimanere chiusi per i mezzi provenienti dall‘Italia, ma non abbiamo nessuna conferma né informazioni certe a riguardo.

 

 

 

Sono momenti di apprensione per tutti gli italiani, a causa del diffondersi del Coronavirus in Lombardia, Veneto, Piemonte e Lazio delle ultime ore. Fino al momento in cui scriviamo questo articolo, in Italia, in meno di 48 ore, si sono registrati 53 casi. Tra questi, purtroppo si sono registrati anche i primi due decessi. Tutte le strutture sanitarie e il ministero della salute in Italia sono in massima allerta da giorni. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha affermato poco fa che verranno prese misure straordinarie e le città dove si sono registrati i primi casi di Coronavirus sono già state isolate per bloccare i focolai.

 

La situazione in Italia sta creando preoccupazione, nelle ultime ore, anche tra gli italiani in Spagna, dove però fino a oggi si sono registrati solo alcuni casi sospetti e isolati. Nulla di più. Le dichiarazioni dei giorni scorsi del ministro della salute spagnolo Salvador Illa, non lasciano spazio a equivoci. Illa ha infatti più volte ripetuto che non c‘è motivo di preoccupazione fino a oggi, in Spagna. Quindi niente allarmismi e niente panico. Sempre secondo Illa, la Spagna è un modello da seguire per come sta affrontando l‘emergenza mondiale, infatti sta agendo con forza sulla prevenzione e con misure preparatorie in linea con quelle richieste dall‘ OMS (Organizzazione Mondiale Sanità). Inoltre il ministro spagnolo della salute suggerisce collaborazione e coordinazione tra tutti gli Stati dell‘Unione Europea.


A confermare le parole del ministro Illa, è intervenuta anche l‘OMS appunto che, attraverso suoi esponenti, ha affermato che il rischio di contagio in Spagna resta basso. L‘OMS ha anche detto però che il Coronavirus può espandersi in tutte le direzioni, invitando quindi tutti alla cautela. Nel frattempo alcuni laboratori europei stanno lavorando alla ricerca di una cura e di un vaccino in tempi record. L‘obiettivo principale resta comunque quello di bloccare tutti i focolai sul nascere, come stanno cercando di fare proprio in Italia, prima che la situazione diventi incontrollabile come invece sta accadendo in Cina, in particolare nella città di Wuhan, nella regione di Hubei, epicentro dell‘epidemia.


Credere o meno alle parole del ministro Illa è un fatto soggettivo che potrebbe creare comunque discussioni, per varie ragioni. Per quanto riguarda invece gli interessi politici, economici, commerciali, sociali, scientifici, farmaceutici ecc. di cui si sente molto parlare negli ultimi giorni, ma di cui in realtà c‘è poco o niente di concreto, lasciamo che siano altri media specializzati ad affrontare il tema.
Da segnalare però che l‘importante manifestazione del Mobile World Congress che si svolge ogni anno a Barcellona e prevista proprio questa settimana, è stata cancellata.


Come siamo soliti fare qui nel nostro blog, evitiamo quindi prese di posizione estreme e cerchiamo di sintetizzare quanto detto con alcuni dati che riteniamo essere credibili e interessanti:

- In Spagna si sono registrati 0 casi e ovviamente 0 decessi.
- In Italia si sono registrati 53 casi di cui 2 decessi. Oltre 50.000 sono isolati e/o in quarantena.

- In Cina si sono registrati oltre 70.000 casi di cui oltre 2.200 decessi. Intere città sono isolate e in quarantena.

- In Europa si sono registrati 16 casi in Germania, 12 in Francia, 9 in Gran Bretagna, tra gli altri.

- Nel resto del Mondo, si sono registrati il maggior numero di casi negli Stati Uniti (35), Canada, Russia, India, Giappone, Australia, Egitto e c‘è molta preoccupazione per la previsione dei contagi nei prossimi giorni in Corea del Sud e in alcune zone dell‘Africa.

* Tutti i dati sono aggiornati a Sabato 22 Febbraio 2020.

 

Sebbene il tasso di mortalità del Coronavirus sia molto basso, 2,3% in Cina e 0,5% in Europa, dati di molto inferiori per esempio alla SARS del 2002, che raggiungeva addirittura il 10% di mortalità nei pazienti contagiati,  riteniamo che l‘informazione sia, come quasi sempre accade, la cosa più importante.


Il Coronavirus, noto anche come SARS-CoV-2 o polmonite di Wuhan, è un‘epidemia identificata per la prima volta nel Dicembre 2019 a Wuhan. I sintomi conosciuti fino a oggi sono: problemi respiratori lievi, polmonite, febbre, mal di gola, raffreddore e stanchezza, ma può essere anche asintomatica, cioè può manifestarsi anche senza presentare tali sintomi. Il periodo di incubazione del Coronavirus va dai 10 ai 14 giorni, anche se recentemente è stato scoperto un caso il cui periodo di incubazione era addirittura superiore ai 20 giorni.

Il Coronavirus si trasmette da uomo a uomo, quindi come qualsiasi forma virale, con tosse, starnuti ecc.
I casi più gravi di Coronavirus sono ovviamente considerati quelli su persone anziane e/o che presentano già altri tipi di patologie, più o meno gravi. In questi casi il Coronavirus può portare a complicazioni, anche molto gravi come l‘insufficienza renale acuta, insufficienza respiratoria e il decesso.


Non esiste ancora una cura sicura ed efficace né un vaccino per il Coronavirus. Il primo vaccino per il Coronavirus potrebbe essere disponibile, secondo alcune previsioni, addirittura tra un anno. L‘OMS tuttavia suggerisce una terapia antivirale basata su due farmaci già in utilizzo per curare il virus dell‘HIV e l‘ebola.

Al momento quindi la prevenzione sembra la cura più efficace:

- Igiene personale. Lavarsi bene le mani con sapone o disinfettante per almeno 20 secondi, più volte al giorno.

- Evitare il contatto delle mani con bocca, naso e occhi.

- In caso di colpi di tosse e starnuti, coprirsi con il gomito o meglio ancora con un fazzoletto.

- Evitare posti molto affollati come ad esempio negozi, supermercati, ristoranti, bar, trasporti pubblici ecc.

- Evitare viaggi e/o spostamenti da/a zone a rischio contagio.

- Utilizzo di mascherine se si presenta uno o più sintomi detti in precedenza.

È bene ricordare anche che le persone a maggior rischio di contagio sono i propri familiari, i colleghi di lavoro e le persone che si frequentano più spesso e che, se si presentano i sintomi da Coronavirus, la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico, ovviamente con la mascherina. I medici e gli infermieri sono infatti altamente a rischio di contagio.
Per chi è di ritorno dalla Cina, sono obbligatori 14 giorni di quarantena ed è prevista una sorveglianza attiva per tutti coloro che hanno viaggiato recentemente in zone a rischio contagio, tra le quali purtroppo, da oggi, dobbiamo considerare anche la Lombardia, il Veneto, il Piemonte e il Lazio.

 

 


Torniamo infine ai casi sospetti in Spagna. Un cittadino tedesco fu trovato positivo al Coronavirus lo scorso 28 Gennaio alle Canarie e un cittadino britannico residente a Mallorca presentò sintomi del Coronavirus lo scorso 9 Febbraio. Entrambi i casi furono considerati lievi e per questo motivo dimessi pochi giorni dopo.
Altri casi sospetti si sono registrati anche a Barcellona, Madrid e Valencia, risultando però negativi ai test.

Nonostante le notizie finora abbastanza confortanti in Spagna, i cittadini spagnoli, chiamati a rispondere a un sondaggio di una delle testate giornalistiche nazionali più importanti, hanno espresso il proprio disappunto su come viene gestita l‘emergenza sanitaria dallo Stato. Il 78% dei votanti pensa infatti che l‘informazione non sia adeguata alla reale situazione e all‘emergenza sanitaria globale.


Da segnalare che la squadra di calcio di Wuhan è attualmente in Spagna, a Sotogrande (Andalusia) per il ritiro pre-campionato. Il ritiro della squadra è stato prolungato fino a data da definire per evitare il rientro in Cina e di conseguenza il rischio di contagio. I portavoce della squadra di Wuhan hanno fatto sapere che la squadra si sta allenando regolarmente nonostante tutti i membri siano molto preoccupati per la situazione attuale della propria città.

 

Chiudiamo con un episodio curioso che sta facendo discutere in questi giorni e sul quale è stata aperta un‘investigazione da parte della guardia civil. Una donna di Almeria di 25 anni è stata fermata qualche giorno fa, all‘aeroporto di Madrid, perché nella sua valigia sono stati trovati due esemplari di pangolino morti.
Il pangolino è l‘animale accusato da alcuni ricercatori cinesi di essere la causa del propagarsi del Coronavirus. In precedenza il dito era stato puntato anche su pipistrelli, serpenti e visoni.

 

 


La mappa aggiornata del Coronavirus:

 

 

 

 

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