Copyright © Italiani a Barcellona -  2011-2020

Tutti i diritti riservati

  • Facebook Social Icon
  • Instagram Icona sociale
  • YouTube Social  Icon
  • Blogger Social Icon
  • Google+ Social Icon
  • Flickr Social Icon

6000 sardine a Barcellona - Info manifestazione e intervista

Poco più di un mese fa, durante una notte insonne bolognese, quattro giovani di belle speranze davano vita al movimento delle Sardine, promuovendo qualche giorno più tardi una manifestazione in opposizione alla presenza e ai comizi nella città felsinea, dell’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Da quel fatidico 14 Novembre, migliaia di persone si sono riversate nelle piazze di tante città italiane. Pochi giorni fa, a un mese esatto dalla nascita, una multitudinaria manifestazione a Roma, dove erano presenti più di 100mila persone, ha lasciato chiaro il concetto che le Sardine sono ormai ovunque e si stanno espandendo ancora di più, rapidamente, anche fuori dai confini italiani.

 

A Barcellona, da qualche settimana, è nato un gruppo di persone che si sono magicamente trasformate in Sardine e stanno portando avanti i valori fondamentali di quei quattro giovani bolognesi, anche nella capitale catalana.

 

Tutto questo ha mosso la nostra curiosità e, per comprendere meglio cosa sta succedendo, abbiamo deciso di intervistare i portavoce delle sardine a Barcellona: Cinzia e Fabio.

 

 

 

- Ciao ragazzi e grazie innanzitutto per la vostra disponibilità. Potete spiegare agli italiani a Barcellona che magari non stanno seguendo le ultime notizie dall’Italia, chi sono le Sardine e quali sono i vostri obiettivi?

 

Le sardine sono persone che hanno deciso di manifestare nelle piazze il loro malcontento per la situazione politica e sociale italiana degli ultimi anni, contro il populismo. Gli ideatori, in soli sei giorni, hanno lanciato gli slogan “L’Emilia-Romagna non abbocca” e “Bologna non si Lega” a sostegno di un simbolo, le Sardine che rappresentano pesci piccoli e indifesi, ma che insieme si muovono compatti e fanno massa, riuscendo a far fronte a un pesce grande e aggressivo rappresentato in questo caso da Matteo Salvini. I partecipanti sono stati invitati a presentarsi in piazza con una Sardina, disegnata su cartone per partecipare “alla prima rivoluzione ittica della storia”. Nessuna bandiera, nessun partito, nessun insulto, per “dimostrare che i numeri contano più della prepotenza, che la testa viene prima della pancia e che le persone vengono prima degli account social”. 

Al primo appuntamento a Bologna invece delle 6mila persone previste, in piazza ce n’erano 15mila. Poi via via il fenomeno si è allargato travolgendo piazze e città, non solo in Italia. 

A Torino, ad esempio, c’erano 40.000 persone. Le Sardine con grande passione e impegno stanno organizzando in autonomia eventi locali e sono scese nelle piazze di Amsterdam (550 persone presenti), Berlino, Bordeaux, Bruxelles (ben 1000 presenti!), Dublino, Edimburgo, Helsinki, Londra, Madrid (500 persone), New York (250 persone), Parigi, San Francisco, Varsavia, Vienna… 

Lo scorso Sabato sono state organizzate manifestazioni in 24 città europee e 9 italiane. A Roma secondo gli organizzatori si sono riunite 135.000 persone, ma c’è chi parla addirittura di 200.000 presenti. Ad oggi, in totale le piazze sono 113 in tutta Italia e una ventina in giro per il mondo. Piazze antifasciste e antirazziste, che chiedono verità, libertà e trasparenza. L’obiettivo è riportare nelle piazze le persone, che troppo spesso si limitano a commentare dietro lo schermo di un computer, per combattere tutte le forme di comunicazione politica aggressive, che strizzano l’occhio alla violenza, verbale o fisica, online e offline.

 

 

 

- Dopo i primi evidenti successi, in che direzione si sta muovendo oggi il movimento delle sardine?

 

Dalla voce dei rappresentanti i punti fondamentali di questa seconda fase del movimento sono:

- Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a fare politica invece che fare campagna elettorale permanente.

- Pretendiamo che chiunque ricopra la carica di ministro comunichi solamente su canali istituzionali.

- Pretendiamo trasparenza nell’uso che la politica fa dei social network.

- Pretendiamo che il mondo dell’informazione protegga, difenda e si avvicini il più possibile alla verità.

- Pretendiamo che la violenza, in ogni sua forma, venga esclusa dai toni e dai contenuti della politica.

- Chiediamo alla politica di rivedere il concetto di sicurezza, e per questo di abrogare i decreti sicurezza attualmente vigenti. C’è bisogno di leggi che non mettano al centro la paura, ma il desiderio di costruire una società inclusiva, che vedano la diversità come ricchezza e non come minaccia.

 

 

 

- Dunque parliamo di un movimento apartitico ma non apolitico: potete spiegarci quindi se e in caso affermativo, dove, possiamo posizionare le Sardine in uno scenario a livello politico?

 

Scendere in piazza è già di per sé un’azione politica, ma il movimento delle Sardine non vuole portare nessuna bandiera e nessun partito nelle piazze. Vuole essere trasversale e si vuole posizionare a metà tra le esigenze e le richieste dei collettivi che vengono dal basso e che chiedono il rispetto dei diritti civili e umani e le forze politiche, facendosi quindi portavoce di temi quali immigrazione, femminismo, emergenza climatica, minoranze. Come ha detto Mattia Santori (il portavoce generale delle Sardine - ndr) a Roma domenica: “Cerchiamo di essere un corpo intermedio che collega la cittadinanza attiva alla politica”.

 

 

 

- Si parla di lotta al populismo e all’estrema destra, cose peraltro molto attuali anche in Spagna e nel resto del mondo, ma qual è la vera forza delle Sardine per combatterli? Non c’è, secondo voi, il rischio che il populismo e l’estrema destra possano arricchirsi ancora di più grazie alla nuova popolarità della vostra lotta contro di loro?

 

La Sardina è una creatura anti-sovranista e come anche enunciato nel Decalogo (che si trova nella pagina Facebook 6000 Sardine - ndr) “è possibile cambiare l’inerzia di una retorica populista. Come? Utilizzando arte, bellezza, non violenza, creatività e ascolto, perché la testa viene prima della pancia, o meglio, le emozioni vanno allineate al pensiero critico”. 

Sempre a Roma, Mattia Santori ha ribadito: “Le Sardine sono persone che riempiono spazi con le loro idee, che vedono come nemico il pensiero populista. Tra di loro ci sono persone che ragionano e chi ragiona non abbocca”.

 

 

 

- Come sta reagendo la comunità italiana di espatriati alla nascita delle Sardine a Barcellona e più in generale in tutta Spagna?

 

Gli expats di tutta Europa ma anche oltre Oceano hanno accolto con entusiasmo la chiamata. A Madrid, forse per il timore dell’avanzata di Vox (estrema destra spagnola - ndr), Sabato 14 Dicembre si sono riunite in Plaza del Sol oltre 500 persone. A Barcellona visto il gran numero di italiani residenti, dove da sempre è molto sentita la partecipazione attiva delle persone, contiamo di portarne molte di più, coinvolgendo anche gruppi locali, uniti dai medesimi valori e ideali.

 

 

 

- Quando e dove è prevista quindi la prima manifestazione delle Sardine a Barcellona?

 

L’appuntamento delle Sardine a Barcellona è previsto per Domenica 19 gennaio alle ore 12.00 in Plaza del Rei (metro Jaume I), a metà della centralissima Via Laietana.

 

 

 

- Abbiamo visto che alle manifestazioni delle Sardine in altre città d’Europa hanno aderito anche personalità e artisti molto conosciuti. Avete progetti simili anche a Barcellona? Come si svolgerà la manifestazione? Le ultime manifestazioni a Barcellona (indipendentisti catalani ndr) hanno portato violenza e grossi disagi, qual’è la vostra posizione a riguardo?

 

La manifestazione sarà assolutamente pacifica. Il programma lo stiamo definendo in questi giorni, l’idea è di trattare le diverse tematiche del movimento delle Sardine attraverso la musica, l’arte, il teatro e la danza. Ad esempio, stiamo organizzando un flash-mob con ragazze cilene che fanno riferimento a XXX. Con noi ci sarà sicuramente Piero Pesce, cantautore calabrese da molti anni a Barcellona, che ci accompagnerà intonando “Bella Ciao“.

 

 

 

- Possiamo affermare quindi che le Sardine si muovono autonomamente in ogni città, sia all’estero che in Italia, ma esiste un coordinamento europeo che si sta organizzando. Potete spiegarci come funziona il coordinamento e quali sono i requisiti fondamentali per entrare a far parte del movimento delle Sardine a Barcellona?

 

Complici i social network, si è creato un gruppo con uno o due responsabili per ogni città che stanno cercando di trovare punti in comune da sviluppare e una linea da seguire a livello europeo ed extra-europeo. Per collaborare con il gruppo che si sta formando è importante offrire la propria disponibilità ed eventuali competenze specifiche, ma la cosa fondamentale resta partecipare a livello personale, senza rappresentare nessun partito. L’obiettivo primario è portare il maggior numero di persone possibile, in piazza, il 19 Gennaio.

 

 

 

- Per chi fosse interessato ad appoggiare la causa delle Sardine a Barcellona, come può farlo? Avete delle pagine/gruppi sui social network?

 

Abbiamo creato una pagina, un gruppo su Facebook  e un evento. Invitiamo tutti gli italiani a Barcellona ad iscriversi! Presto verranno attivati anche i profili Instagram e Twitter.

 

 

 

 

 

 

 

Please reload

Banner promozionale

LA TUA PUBBLICITÁ QUI