Copyright © Italiani a Barcellona -  2011-2020

Tutti i diritti riservati

  • Facebook Social Icon
  • Instagram Icona sociale
  • YouTube Social  Icon
  • Blogger Social Icon
  • Google+ Social Icon
  • Flickr Social Icon

Da New York a Barcellona. Berenice Abbott in mostra alla Fundación Mapfre

13/05/2019

Berenice Abbott: una fotografa impossibile da dimenticare.

 

Nella storica location di Casa Garriga Nogués, la Fundación Mapfre ha presentato uno show fotografico dall'eccezionale qualità: "Berenice Abbott. Retratos de la Modernidad ". Estrella De Diego ha curato un'esposizione che si sviluppa su due piani e che comprende ritratti di personaggi illustri d'epoca, immagini della serie "Changing New York" e fotografie scientifiche commissionate a Berenice Abbott dal MIT. Davvero un'esperienza da non perdere considerata la bellezza della location, l'eleganza della sua presentazione, e anche vista la crescente rilevanza dell'opera di artiste donne nel panorama artistico contemporaneo e moderno, di cui Berenice costituisce una rappresentate di primo livello ormai.

Degno di nota il fatto che insieme alle foto di Berenice Abbott abbiamo inoltre la possibilità di vedere anche alcuni scatti di un grande fotografo che aveva personalmente conosciuto, il quale aveva immortalato Parigi a documentato le sue vedute: Eugene Atget. Dopo aver lavorato per Man Ray infatti, Abbott era entrata in contatto con tutto il gruppo dei surrealisti guadagnandosi conoscenze di rilievo nel mondo dell'arte a lei contemporanea. Comprendendo il valore indiscusso del lavoro di Atget a suo tempo e comprando dopo la sua morte il suo archivio, Abbott quando tornó in patria, si incaricó di promuovere le foto di Atget negli Stati Uniti.

A New York, d'altra parte, Berenice era circondata da un folto gruppo di artisti e intellettuali, dei quali scattó ritratti che adesso appartengono alla nostra memoria collettiva (come quella di Hopper ad esempio). Al piano terra nella esposizione si puó ammirare tra questi anche un autoritratto, che cattura l'attenzione di tutti per la sua unicità, grazie all'evidente distorsione che il viso di Berenice presenta. La sezione più interessante è probabilmente il corpo di lavoro che ritrae New York come il personaggio principale, in continua evoluzione, descritto con onestà e affetto persino, anche se con un approccio documentaristico. Non solo gli edifici e le grandi piazze della Grande Mela, Abbott immortala parti della Città più dimenticate; la gente povera nelle strade o gli abitanti dei cosiddetti “Brownstones”. Le vetrine dei negozi (come quelle che Atget amava tanto fotografare mentre girava per Parigi), le luci dei cartelli nelle strade, i grandi grattacieli dalle forme svettanti, Berenice scatta senza una volontà puramente artistica, anzi, inevitabilmente, con la volontà di documentare la realtà che la circonda. Anche il suo lavoro di natura “scientifico” (frutto di una collaborazione per il MIT), mostra un incredibile senso della poesia e luminosa bellezza, con composizioni strabilianti (per apprezzare le quali non occorre fare parte della comunità scientifica), e soluzioni inaspettate.

Questo show (aperto al pubblico fino al 19 Maggio) costituisce un ulteriore significativo esempio di quanto l'interesse per le artiste donne sia fortemente in crescita in tutto il panorama artistico-culturale. Conoscere il lavoro di Abbott significa non solo celebrare una parte importante della storia della fotografia, ma anche vedere il mondo con i suoi occhi,  significa tenere viva la sua memoria e il senso
profondo del suo lavoro.

 



 

di Diana Di Nuzzo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Please reload

Banner promozionale

LA TUA PUBBLICITÁ QUI