Copyright © Italiani a Barcellona -  2011-2020

Tutti i diritti riservati

  • Facebook Social Icon
  • Instagram Icona sociale
  • YouTube Social  Icon
  • Blogger Social Icon
  • Google+ Social Icon
  • Flickr Social Icon

Torna il teatro in italiano a Barcellona. Intervista al direttore del TSB

Sta per arrivare il nuovo spettacolo del Teatro Stabile di Barcellona, il gruppo teatrale italiano diventato ormai un'icona della nostra cultura nella capitale catalana. Per promuovere l'evento abbiamo deciso di intervistare il direttore del TSB nonché nostro caro amico, Marco Barlocci che, qui di seguito, presenterà lo spettacolo "Corpo di scena" il cui debutto è previsto il giorno 23 Febbraio. Cogliamo anche l'occasione per fare gli auguri al TSB che proprio questa Domenica festeggia gli 8 anni di attività. Viva il TSB!

 

Ricordiamo inoltre che durante lo spettacolo sarà possibile associarsi a IAB - Italiani a Barcellona o rinnovare la propria tessera, per chi ancora non l'avesse fatto, facendo una piccola donazione di 8 Euro. In questa pagina troverete tutti i vantaggi per i nostri soci: QUI 

 

 

 

1. Ciao Marco, dunque il TSB torna anche quest’anno e lo fa in grande, con tante novità. Puoi darci qualche anticipazione sul nuovo spettacolo e le info su dove e quando sarà possibile vederlo?

 

Ciao a tutti. La nuova messa in scena richiama direttamente il primo nostro slogan di ormai molti anni fa. Ci definimmo per un breve periodo “teatro di parola e di corpo”. Ecco, si tratta di un copione che parla del corpo, e che – pur mantenendoci noi nella tradizione del teatro di parola – vuol far “parlare il corpo”. A questo proposito abbiamo scelto testi di autori diversi, con l’intento di dare una visione articolata; ovviamente non completa, perché sarebbero necessarie molte più ore. in sintesi sono diverse “voci”, che concordano in un suggerimento: “ascoltate il corpo, e prestate attenzione alle sue esigenze ed al suo linguaggio”. Il debutto è previsto per il 23 febbraio, alle 19.30 nella sala teatrale del Casal de Joves Palau Alòs, in carrer Sant Pere més baix 55, a Barcellona.

 

 

2. Dicevamo delle tante novità del TSB, una su tutte quella che da quest’anno il Teatro Stabile di Barcellona sarà meno stabile e più itinerante, mantenendo però una sua forte identità. Puoi parlarci dei nuovi progetti e della situazione attuale del TSB?

 

Sì, la stabilità è comoda, ma alla lunga fa perdere la “chispa”. Contiamo di portare i nostri copioni ovunque in città si configurino condizioni adatte, in termini di pubblico e di spazi. Per questo abbiamo deciso di dedicarci, al momento, a testi agili, che richiedano pochi personaggi e siano duttili in quanto a messa in scena, in modo tale da poterli adattare a spazi diversi. E copioni che possano esser modificati, alleggeriti o integrati a seconda delle esigenze, in modo da poter rispondere ad una delle caratteristiche storiche del TSB: offrire un palcoscenico anche agli attori che si trattengono poco qui da noi. La “stabilità” nel nostro nome si può dunque considerare oggi una specie di invito, di augurio per tutti quelli che la cercano nel lavoro e in generale nella vita.

 

 

3. Il gruppo del TSB è ormai diventato una vera e propria eccellenza per la diffusione della cultura italiana a Barcellona. Riesci brevemente a delineare le tappe e i momenti fondamentali della vostra crescita?

 

Grazie per la considerazione, troppo buono! Delineare brevemente? It’s not my job! Vediamo … il primo copione “drammatico” (“Il ruggito del camaleonte”); quello prodotto dietro richiesta della Casa degli Italiani, sull’emigrazione (“Il cielo e l’animo”); la trascrizione, frutto dell’apporto di tutti gli attori impegnati, di un romanzo chiave, "Le ragazze di Sanfrediano” (Il bAldo valzer delle belle”); i corsi introduttivi (Tapas de teatro); le collaborazioni con altre entità italiane di Barcelona, con ONG, con la Fundación Minerva, con la UAB, con sale teatrali radicate in Bcn; la scelta di misurarci con una sottile Natalia Ginzburg e con gli appassionati di un gruppo di lettura (“Ti ho sposato per allegria”); un copione unico per concetti, leggerezza ed intensità, “La Vedova Goldoni” di Maria Luisa Spaziani; una “incursione” nel quasi cabaret, grazie alla collaborazione con giovani autori italiani residenti a Bcn (“Caffè Marguerita”, su vizi e virtù degli italiani di qui). Insomma, breve non riesco ad essere. Come cito un momento mi vedo costretto a tacerne un altro, sapendo che faccio torto a tutti quelli che lo hanno costruito. Ogni nuova “avventura” ci ha nutrito e fatto crescere. Per questo sono riconoscente a tutti quelli che hanno lavorato con noi in questi otto anni. Siamo nati, come sai, il 17 febbraio del 2011.

 

 

4. Oltre ad essere nati quasi nello stesso periodo, il TSB e il nostro progetto IAB – Italiani a Barcellona, hanno in comune tante cose e molte collaborazioni. Secondo te è solo un caso o c’è veramente il bisogno di far convivere il mondo digitale moderno con la cultura tradizionale?

 

Nulla avviene per caso, mi par di poter dire. Nel fondo credo che l’equilibrio sia necessario per la stessa sopravvivenza. Nello specifico, tradizione e digitale svolgono due ruoli diversi, nell’economia del mondo collettivo ed individuale. A ciascuno la scelta di quanto spazio dedicare ad ognuno. Per quanto ci riguarda, se ci affidassimo come teatranti totalmente alle suggestioni del digitale perderemmo la saggezza del corpo – giusto per non allontanarci troppo dal tema che metteremo in scena – che in scena si allena a riconoscere l’essenziale dal superfluo, ad ascoltare gli spettatori, a dialogare con loro. Ascolto e dialogo, due atteggiamenti essenziali per l’equilibrio. Grazie a IAB ascoltiamo la voce “virtuale”, non meno essenziale della voce fisica.

 

 

5. Un’ultima domanda prima di lasciarti ai preparativi per il nuovo spettacolo del TSB. Dall’alto della tua esperienza ti senti di dare un consiglio ai giovani che si affacciano al mondo della cultura e dell’arte, sia a Barcellona ma anche altrove?

 

La mia esperienza è, tutto sommato, parziale, essendomi dedicato al teatro a funzione amatoriale ed avendo solo collaborato “dall’esterno” con il mondo dei professionisti. Ma dato che moltissimi sono i talenti che si dedicano alle arti inizialmente solo per curiosità, o per prova, pur animata dalla passione, mi autorizzo a suggerire – non a consigliare – molta umiltà, e disponibilità all’ascolto. Suggerisco ai giovani di esser curiosi, di far proprie e di metabolizzare le esperienze altrui; ma anche di rischiare e di cercare la propria personale voce, il proprio linguaggio. Attenzione alle voci altrui, fiducia nella propria. Integrata, in dinamico dialogo. Come in scena: un conflitto che trova costantemente una sintesi superiore.

 

Grazie mille Marco, allora ci vediamo presto per il nuovo spettacolo, il 23 Febbraio alle 19.30 nella sala teatrale del Casal de Joves Palau Alòs, in carrer Sant Pere més baix 55, a Barcelona. E come si dice in questi casi: "mucha mierda!"

 

 

 

 

 

 

Please reload

Banner promozionale

LA TUA PUBBLICITÁ QUI