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Arte e cultura - Vita? O Teatro? Charlotte Salomon in mostra a Barcellona

19/11/2018

 

La storia di Charlotte Salomon, artista nata a Berlino e morta ad Auschwitz a soli 26 anni, è di sicuro tra quelle storie da raccontare anche perché tutti continuino a ricordare una pagina assai triste della nostra storia. Artista donna ancora molto poco nota ai piú, fu fra le vittime dell'orrore del nazismo (deportata al campo di sterminio fu uccisa lo stesso giorno in cui arrivó mentre portava un figlio in grembo), e attraverso la sua Arte e l'intenzione di raccontare la propria drammatica personale storia familiare, fatta di malattia mentale e depressione, trovó una maniera per dare senso alla propria dolorosa e fragile esistenza. 

 

Figlia di una benestante famiglia ebrea tedesca, che le assicuró una solida educazione artistica, Charlotte, fuggendo dalla Berlino nazista, trovó rifugio nel sud della Francia, insieme ai propri nonni, e qui diede vita ad un'opera unica dal titolo “Vita? O Teatro?” dopo avere saputo del suicidio della madre dal nonno (poco dopo anche la nonna si suiciderà, cosi come si erano suicidati numerosi altri memebri della famiglia). Le immagini di questa autobiografia illustrata, sono adesso in mostra presso il Monastero di Pedralbes, dove fino a febbraio saranno esposte alcune delle pagine piú rappresentative di un indiscusso capolavoro artistico-letterario. 

 

Salomon creó 762 guache di una profonda bellezza, estetica e narrativa (usando solo fondamentalmente una palette a tre colori: blu rosso e giallo), che si salvarono perchè Ottilie Moore (proprietaria del cottage di Villefranche sur Mer dove Charlotte trovó rifugio) le ricevette in consegna direttamente dalla ragazza. Nel 1947 furono presentate ai genitori di Charlotte, sopravvissuti alla figlia. Questi, resosi conto del valore del racconto, contattarono il Stadelijk Museum di Amsterdam, che espose una selezione delle pagine per la prima volta nel 1961, mentre nel 71 divennero parte della collezione del Jewish Historical Museum di Amsterdam. L'opera non consta di sole immagini, ma anche testi e riferimenti di carattere musicale, e costituisce un vero gioiello da ammirare da vicino, in tutta la sua impegnativa complessità.

 

E' evidente in Charlotte l'influenza dei grandi dell'Espressionismo tedesco come anche di Chagall, Modigliani e Van Gogh. La figurazione, nel prinicipio di “Vita? O Teatro?” è molto precisa, curata e dettagliata, mentre con il trascorrere del tempo e della storia narrata, i personaggi e I paesaggi ritratti, perdono esponenzialmente definizione e consistenza, diventano sempre meno descrittivi e piú sintetici. Durante il percorso espositivo l'osservatore si immerge nella saga familiare di Charlotte e nella sua storia d'amore, nonostante gli eventi siano inscritti in una cornice tragica.

 

In un momento in cui finalmente viene data la giusta attenzione anche all'opera di artiste donne, non sempre adeguatamente valorizzate nell'arco della Storia dell'Arte, l'operato di Charlotte Salomon deve essere riconosciuto e celebrato, non soltanto a causa della tragica storia della sua vita, ma anche e fondamentalmente per la forza e il peso intrinseco del corpus artistico assolutamente unico da lei creato. Vedere questa esposizione ha importanza non solo perchè la storia in sè per sè documenta un'epoca di cui occorre tenere viva la memoria, ma anche e soprattutto perchè le immagini sono assolutamente sorprendenti, autentiche, e ricche di poesia e musica.

 

 

 

di Diana Di Nuzzo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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