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Nuovo allarme disoccupazione in Spagna

Sono allarmanti i dati sulla disoccupazione rilasciati il 31 Agosto dal ministero del lavoro del governo spagnolo. Il numero di disoccupati registrati negli uffici dei servizi pubblici di lavoro statale, è infatti aumentato nel solo mese di Agosto di quasi 50 mila unità rispetto al mese precedente. Dati che segnano il peggiore aumento di disoccupati dal 2011 e che attestano il numero di persone senza lavoro in Spagna in oltre 3 milioni di unità, a cui vanno aggiunti tutti quelli che non sono registrati all'ufficio dell'impiego.

 

Si tratta dei dati complessivi sul lavoro peggiori dal 2008 ad oggi. Proprio per questa ragione l'opinione pubblica si è subito scatenata, ricordando la grande crisi di ormai dieci anni fa, da cui però la Spagna sembrava esserne uscita già da tempo. Il nuovo governo della sinistra di Pedro Sanchez si ritrova dunque in una situazione che in molti, soprattutto la destra e gli oppositori politici, tendono a paragonare all'epoca di Zapatero (il presidente del governo all'epoca della crisi), il quale fu accusato non tanto per le sue scelte politiche, quanto per aver nascosto la gravità della situazione al popolo iberico. Anche se, per onore del vero, a quel tempo, la disoccupazione non era l'unico problema spagnolo e il governo si batteva con esito anche sul fronte interno con la lotta al terrorismo basco. In ogni caso, anche alcuni esponenti della sinistra del governo non hanno, stavolta, nascosto i loro dubbi.

 

L' allarmismo sulla situazione disoccupazione attuale è stato lanciato non solo per gli ultimi dati trapelati, ma soprattutto se valutati in ottica della Spagna come nazione all'interno della comunità europea. E' qui infatti che questi dati assumono una dimensione davvero preoccupante. La Spagna risulta infatti il penultimo Stato membro della UE nella classifica della disoccupazione con il 16,7% di senza lavoro alla fine del 2017. Solo la Grecia è messa peggio con oltre il 20%. Tutto questo mentre la Unione Europea è riuscita ad abbassare molto la media complessiva, riducendola al 7,3%, il minimo storico dal 2008. L'Italia, per la cronaca, è ferma sul 10% circa. Dati in controtendenza quindi che non lasciano presagire niente di buono dal punto di vista dell'occupazione e della ricerca del lavoro in Spagna.

 

In molti si chiederanno a questo punto della situazione a Barcellona e in Catalunya. Ebbene anche qui bisogna dire che nonostante gli sforzi indipendentisti per affermare la propria superiorità, i dati sono preoccupanti. La peggiore caduta di presenze turistiche da 8 anni a questa parte, ha fatto aumentare di oltre 11 mila i disoccupati di Agosto, ovvero il 3,1%. In totale i disoccupati in Catalunya sono oltre 380 mila, cifra superiore al 12% del totale e molto lontana ancora dagli standard europei. Alcune testate giornalistiche attribuiscono addirittura a Barcellona e alla Catalunya la colpa di questi dati a livello nazionale, definendo la regione come la vera locomotiva di questa crisi. 

 

Ma il dato che fa veramente tremare è quello sulla disoccupazione giovanile, non solo a Barcellona, ma anche nel resto della Catalunya e dell'intera Spagna. Infatti il 29% dei giovani fino a 35 anni risulta senza occupazione. Tanti i giovani che vengono per studiare dall' Italia e da ogni parte del mondo, ma che poi sono costretti a fare le valigie perché Barcellona è satura ormai in ogni campo. Stesso discorso anche per i nostri connazionali che vengono alla ricerca di lavoretti stagionali nei bar, ristoranti, pizzerie ecc. A Barcellona, oltre ad essere sottopagati rispetto ad altri paesi europei ma anche rispetto all'Italia, non c'è più spazio per chi parte all'avventura come si faceva non più di quindici anni fa quando la Spagna sembrava veramente la terra promessa. E con l'avvicinarsi della fine della stagione turistica... mala tempora currunt!

 

 

 

 

Qui sotto due grafici riassuntivi della disoccupazione in Spagna

 

 

 

 

 

 

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