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I dati sulla criminalità a Barcellona

 

Bilancio da bollettino di guerra nel weekend della movida alla Barceloneta e una risposta decisa a chi accusava la presente amministrazione della città di fare poco sul piano della sicurezza. Sono 38 le persone arrestate sul litorale barcellonese, solo nella notte tra sabato e Domenica, per reati che vanno dal semplice furto al furto con violenza fino al traffico di droga e delitti contro la salute pubblica.

 

Una retata vera e propria che ha visto protagonisti la guardia urbana e i mossos d'esquadra, sia in divisa che in borghese. L'operazione è scattata verso le 00.30 per terminare alle prime ore della mattina di Domenica, nella zona che va dalla metro Barceloneta fino alla spiaggia e alla Vila Olimpica. Una zona di grande affluenza turistica, dove da anni proliferano delinquenti abituali, ladri e venditori di droga.

 

Alle 38 persone arrestate si sommano altre 10 denunce per piccoli reati definiti "da borrachera", quindi risse e delitti lievi come sono stati definiti dalla polizia. Tutti gli arrestati sono adesso in attesa di giudizio.

 

- LA SITUAZIONE CRIMINALITA' A BARCELLONA:

 

Nei giorni precedenti, come dicevamo all'inizio dell'articolo, erano state mosse molte accuse alla sindaca Ada Colau per aver reso Barcellona una città meno sicura che in passato. Alcuni gruppi politici avversi a quello della alcaldesa avevano manifestato una crisi nella sicurezza e l'opinione pubblica aveva parlato di ciudad sin ley (città senza legge) o addirittura di Far West.

 

I dati statistici degli ultimi anni parlano di Barcellona come una città pericolosa, soprattutto in fatti di micro criminalità, furti, violenza e spaccio di droga in alcune zone ben definite, come il Raval e in generale tutto il centro storico. Ma la pericolosità non sarebbe aumentata di molto con l'attuale amministrazione, anzi si sarebbe attestata di poco superiore ai livelli di quelle precedenti che, però, avevano dispiegato enormi risorse economiche per la sicurezza e per rinfoltire i corpi di polizia. Si può pensare che tali dati possono essere in qualche modo falsati dalle apparenze, cioè un sensibile aumento di indigenti e una sensazione crescente di sporcizia per le strade.

 

C'è però da dire che, al di là delle colpe politiche di uno o dell'altro, alcuni dati sono veramente impressionanti: nel quartiere di Ciutat Vella si parla di 40 delitti ogni 100 abitanti (cioè oltre il 40% delle persone ha subito almeno una volta un qualsiasi tipo di delitto), mentre di 10 ogni 100 di media negli altri quartieri. Nel solo anno 2016 ci sono stati solo nel centro storico 40.882 delitti di cui il 90% furti, con o senza violenza, nella via pubblica.

 

Sempre secondo i dati rilasciati dal governo, la periferia di Barcellona, con la zona di Hospitalet e il Prat de Llobregat in primis, ma anche Sant Cugat e Badalona, è tra le più pericolose in assoluto in tutta la Spagna. Roba da fare "invidia" al quartiere gitano di Siviglia o Vallecas, la temibile periferia di Madrid.

 

Barcellona città ha invece raggiunto il primato nella vendita e consumo di cocaina in Europa, strappando il primo posto alla città svizzera di Zurigo che lo deteneva da oltre un decennio. Il risultato è stato definito rilevando le particelle presenti nell'aria della città e nei residui delle fognature. La recente lotta ai narcopisos sembrerebbe confermare questo dato.

 

Un capitolo a parte meriterebbero invece la corruzione negli uffici pubblici, l'evasione fiscale, le piccole o grandi truffe tra imprese e privati, la speculazione edilizia e nell'immobiliare, la prostituzione e le attività multifunzionali dei Paki. Alcune fonti di esperti in economia, qualche tempo fa, calcolavano tutta l'economia sommersa (quella non dichiarata per intendersi) come equivalente a oltre il 50% del prodotto interno lordo dello Stato. Detto in parole povere: una cifra astronomica nascosta che lo Stato non può reinvestire in servizi pubblici o, in alcuni casi recenti, mettere nelle proprie tasche, verrebbe da dire...  

 

Insomma, da qualsiasi punto di vista si voglia vedere, la situazione non è delle più rosee e anche noi italiani, alle volte, dovremo cercare di distinguerci per educazione piuttosto che in furberie varie.

 

 

 

 

 

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