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Il comune di Barcellona contro gli affitti turistici illegali

È di pochi giorni fa la notizia che il comune di Barcellona ha sottoscritto un accordo formale con Airbnb e altre piattaforme online per il controllo degli affitti turistici illegali. Una battaglia che va avanti da anni e che, finalmente, sembra aver generato un patto di cui tutti possano essere più o meno soddisfatti.

 

La consigliera di ecologia e urbanismo della città di Barcellona, Janet Sanz, ha annunciato infatti che a partire dal 1 Giugno 2018, verrà attivato un programma in grado di scoprire tutti gli annunci illegali di appartamenti turistici che vengono promossi su Airbnb.

 

Sergio Vinay, responsabile delle politiche pubbliche per Airbnb in Spagna, ha confermato la notizia, dichiarando che la piattaforma è pronta a cedere al comune di Barcellona tutte le informazioni sugli appartamenti, compreso indirizzo e dati personali dell‘annunciante.

 

Si calcola che a Barcellona siano presenti più di 10mila ad uso esclusivamente turistico di cui almeno 2500 senza licenza e quindi considerati illegali. Le nuove regole, oltre ad Airbnb che è senza dubbio la piattaforma più famosa, saranno valide anche per Wimdu, HomeAway e il colosso Booking.


In tanti sembrano d‘accordo sul fatto che Barcellona sia decisa a contrastare l‘aumento sfrenato del turismo negli ultimi anni e che sia anche pronta a riscuoterne maggiormente i benefici economici grazie all‘imposta di soggiorno. È però altrettanto vero che tali piattaforme abbiano aiutato non pochi privati, in tempo di crisi, a ottenere delle piccole entrate extra senza per forza voler lucrare sul tema. Ci sono poi anche tutta una serie di fattori che negli anni non sono stati valutati a sufficienza, come ad esempio la libertà dei privati di decidere sulla propria casa.

Andrebbe poi fatta una scissione tra chi affitta appartamenti interi per tutta la durata dell‘anno e chi invece, affitta solo per brevi periodi delle singole stanze all‘interno della propria abitazione.

 

Non sappiamo bene ancora dove questo nuovo regolamento andrà a parare, ma una cosa però è certa, ovvero che le multe salate che già esistevano, si moltiplicheranno e che, in questo modo, l‘Ayuntamiento sta disincentivando una delle prime forme di economia della città.

 

 

 

 

 

 

 

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