Iniesta dice addio al Barça


Una valanga di euro, e milioni di bottiglie. Questa l'offerta che giace sulla scrivania di Andrés Iniesta, firmata dal presidente del Chongqing Dangdai, Lizhang, impresario che lo scorso anno ha rilevato il Granada dalla famiglia Pozzo e ha anche il 60% del Parma e una quota dei Timberwolves di Minnesota. Un accordo sportivo e commerciale senza precedenti, che permetterà al capitano blaugrana di esportare in Cina anche il vino di sua produzione. E come tutte le più belle storie, il rapporto tra Iniesta e la città di Barcellona è destinato a finire tra ovazioni, applausi e commozione.


Una storia durata ben 22 anni, quando Iniesta ancora ragazzino approdò nelle giovanili del FC Barcelona dall‘Albacete. L‘esordio in prima squadra avvenne nel 2002. Da allora la carriera di Iniesta racconta di 438 presenze e 35 reti. Con la maglia del Barcellona ha vinto nove campionati spagnoli, sette Supercoppe spagnole, sei Coppe del Re, quattro UEFA Champions League, tre Supercoppe UEFA e tre Coppe del mondo per club FIFA. Con la nazionale spagnola ha partecipato a tre Mondiali (2006, 2010 e 2014), tre Europei (2008, 2012 e 2016) e una Confederations Cup (2013), vincendo l'Europeo 2008 e 2012 e il Mondiale 2010; nel corso di quest'ultima rassegna ha siglato due gol, tra cui la rete decisiva nella finale di Johannesburg contro i Paesi Bassi (1-0). A livello individuale, ha vinto il UEFA Best Player in Europe Award nel 2012 davanti a Messi e Cristiano Ronaldo, mentre il 14 ottobre 2014d iviene il primo calciatore spagnolo nella storia a vincere il Golden Foot. Inoltre, nel 2010 si è classificato al secondo posto dietro a Messi nella classifica del Pallone d'oro FIFA.



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