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Barcellona da film

Alla scoperta delle location del film Vicky, Cristina Barcelona.

 

 

Vicky Cristina Barcelona é una commedia leggera e frizzante di Woody Allen (2008) che regala ai catalani un aspetto irreale del loro capoluogo: le case grandi con spaziosi giardini come quella dell’artista Bardem, ad esempio, non sono familiari agli abitanti di BCN. 

La maggior parte degli artisti non guida un auto vintage, né pu contare su una qualche servitù di aeroplani messi a loro disposizione e neppure possiede il carattere tipico di un catalano. 

Woody ha raccolto e seminato magia in quella che é una geografia immaginaria dell’animo di questa città che vuole celebrare come un effettivo personaggio, inserendone il nome nel titolo del suo film insieme agli altri due; ma il vero incanto resta il percorso, la scenografia, lo sfondo, la città stessa di Barcellona trattata in un modo bizzarro. 

Ci si trova dinnanzi a una rappresentazione fredda e distaccata della città nonostante tutti ne conoscano l’animo, nonostante i colori caldi come il rosso del vino ed il giallo della luce. 

Allen non svela il lato pulsante della città, ma con uno dei suoi capolavori ci invita alla sua conoscenza diretta. 

Rebecca Hall (Vicky) e la Johansson (Cristina) interpretano il ruolo di due grandi amiche, ma diametralmente opposte nei confronti dell’amore. Vicky é una ragazza seria, posata e fidanzata con un ragazzo molto rispettabile, Cristina é un uragano disinibito nei confronti del sesso, delle passioni, delle emozioni travolgenti. Le due ragazze decidono di passare l’estate a Barcellona. Una sera, mentre si trova in una galleria d’arte, Cristina incrocia un fascinoso pittore. Quest’ultimo inviterà entrambe a trascorrere con lui un fine settimana ad Oviedo dove berranno e faranno l’amore. La storia tra Vicky e l’artista non inizierà mai davvero, ma tra lui e l’amica ci sarà anche un sorta di innamoramento. L’arrivo della sua ex moglie modificherà i rapporti: a causa di un’instabilità mentale la sua visita sarà prolungata. Il rapporto tra i due coniugi, da sempre complicato ed ostile, pare trovare un’equilibrio grazie alla presenza della terza persona, Cristina, che riuscirà a riunirli e a creare un cerchio artistico-erotico che culminerà in un mènage à trois. 

In una delle prime scene, appena arrivate in città, Vicky e Cristina visitano la Sagrada 

Familia e fotografano la parte interna dell’edificio. Considerato pezzo forte dell’architetto modernista Gaudì la sua immagine verrà ripetuta e mostrata da diverse posizioni durante tutta la durata del film. 

A dieci minuti di cammino rispetto alla Sagrada, attraversando il viale, si incontra l’Hospital Sant Pau, altro complesso di architettura modernista dove Vicky prende parte ad un corso di spagnolo. 

La scena mostra solo la facciata principale dell’edificio; in realtà al suo interno non vengono tenuti corsi, ma é ad oggi considerato uno dei Siti Mondiali e Patrimonio dell’UNESCO. 

Dinnanzi alla scultura di El Drac, sulla scalinata principale di Parc Güell, Vicky e Juan Antonio si incontrano per la seconda volta facendo ritorno da Oviedo e parlano di quanto accaduto nella città delle Asturie. 

In Passeig de Gracia, dove in cima troviamo la Casa Fuster, costruzione edificata da Domènech nel 2004, oggi divenuto un lussuoso hotel a cinque stelle, prendiamo parte all’incontro tra Vicky e Judy sedute sulle poltrone rosse del Café Vienés. 

Caffè conosciutissimo per le sessioni jazz del martedì sera alle quali Woody Allen stesso volle partecipare durante le riprese del film. 

(Nella stessa via al numero civico 92 si trova Casa Mila, conosciuta anche come La Pedrera). 

Una delle scene cult iniziali trova la sua base nel Quartiere Gotico: all’inizio della storia quando il personaggio Bardem incontra le due statunitensi queste si trovano nel ristorante Els Quatre Gats; conosciuto anche come 4Gats: il locale fu aperto nel 1897 e da allora viene frequentato da personaggi del calibro di Ruben Dario, Pablo Picasso, Antoni Gaudi e Ricard Opisso. 

Il film del gigante Woody girato in Catalogna é un animale a due teste. Da un lato il vecchio, dall’altro il nuovo: un diversivo settecentesco che si trasforma in un’analisi contemporanea dei rapporti sentimentali (matrimoni borghesi, amore libero, tradimento). Un “Sex and the City” versione mediterranea dove le borse non sono contemplate, ma la storia dell’arte sì.

 

 

Valentina Marando

 

 

 

 

 

 

 

 

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