Mirò, una vita a colori

La fondazione Mirò e le sue opere a Barcellona.


“Un innocente col sorriso sulle labbra che passeggia nel giardino dei suoi sogni”, così Prévert descriveva Joan Mirò i Ferrà nato a Barcellona (1893-1983). Figlio di un orefice ed un orologiaio intraprese una carriera commerciale che lo vide protagonista di un’agognata ascesa verso un esaurimento nervoso. Mirò, che già all’età di 8 anni aveva capito che esisteva un posto per tutti nel Mondo, coltivando la sua passione per il disegno, in seguito ai suoi malesseri prese il suo e a 19 anni si iscrisse all’ Accademia Galì di Barcellona e, successivamente, al Circolo Artistico di San Lluc. Ebbe una parentesi parigina dove venne a contatto con le correnti artistiche degli anni ’20, dove conobbe Picasso e il Surrealismo che sposò. Breton, fondatore di questa corrente artistica, lo descrisse come “il più surrealista di noi tutti”. Così nacque Mirò, l’artista che ancora oggi entra nelle notti dei più sensibili dipingendone i sogni.


Le sue opere sparse per i musei e le istituzioni culturali di tutto il mondo sono indice della sua grandezza, ma la collezione più importante é interamente conservata nella Fondazione Mirò di Barcellona sulla collina del Montjuic. L’edificio che si snoda da un centro quadrangolare in diverse strutture sfrutta la luce naturale per una maggiore e sincera contemplazione delle opere. Alcuni elementi architettonici sono tipici della cultura catalana: l’uso della ceramica, le cupole e le case bianche.


Undicimila pezzi sono contenuti al suo interno: 240 pitture, 175 sculture, 9 tessili, 4 ceramiche, le sue opere grafiche quasi al completo e 8 mila disegni. La maggior parte delle opere furono donate alla fondazione da Mirò in persona, altre arrivarono dalla sua vedova e dal nipote dopo la sua dipartita.


Le opere di questa collezione meritano tutte di essere ammirate e alcune molto celebri di essere capite come La Stella Mattutina realizzata a Varengeville - Sur - Mer, in Normandia. Nel 1939, dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, stanco di sentir parlare solo del suicidio a cui l’umanità aveva deciso di prendere parte, l’artista si rifugiò nel nord della Francia dove realizzò Constelaciones, una serie di 23 opere, di cui facente parte la celebre Stella sopracitata.


Altri dei suoi capolavori non si trovano nella fondazione, ma per le strade di Barcellona. La Donna Uccello, scultura del 1982, ricoperta di piastrelle frammentate, realizzata in collaborazione con Artigas, ancora oggi é situata nell’omonimo parco chiamato anche Escorxador.


La scultura in bronzo di Donna (1983) situata nel patio del Municipio cittadino, i 20 pezzi di ceramica che hanno trovato il loro spazio nel museo apposito a Palazzo Reale di Pedralbes o il mosaico custodito nel settore Centrale della Rambla vicino al Liceo e al Mercato della Boquerìa. Miro da il benvenuto ai visitatori all’aeroporto di Barcellona, al Prat di Llobregat Terminal B, con un murales di ceramica e invita a ritornare.




di Valentina Marando




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