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L‘Erasmus a Barcellona (Video)

Sarà la perfetta armonia tra cosmopolitismo e tradizione spagnola, sarà l’architettura modernista dei palazzi di Gaudì, saranno le tapas e i litri di cava che si consumano nelle affollate stradine del centro. Ciò che è certo è che Barcellona ha un fascino ineguagliabile. 

Marco Cavaliere è uno tra le migliaia di studenti che scelgono la capitale catalana per trascorrere il loro Erasmus. Iscritto alla facoltà di Ingegneria gestionale ma con il pallino della scrittura, il ventitreenne di Lamezia Terme ha già all’attivo diverse pubblicazioni tra romanzi e storie di viaggi. E si appresta a includere nel suo prossimo lavoro le storie e i dettagli che Barcellona gli sta regalando. Ma il suo soggiorno ha qualcosa di speciale rispetto a quello degli altri, perché c’è qualcuno che ha pensato di semplificarlo, incrementando il magro contributo economico che gli studenti ricevono dalla Commissione europea. 

Semplificare la vita. La mission di Optima Italia è la chiave per comprendere lo spirito che c’è dietro Optima Erasmus, l’inedita iniziativa che l’azienda napoletana ha lanciato quest’anno. La Google del Meridione è una multiutility leader nei servizi integrati dei settori dell’energia e delle telecomunicazioni che ha deciso di promuovere un progetto destinato a lasciare il segno. 

Optima Erasmus è un progetto di responsabilità sociale che mira a promuovere i valori della mobilità e dell’integrazione europea, e a formare le nuove generazioni di studenti “semplificando” la loro vita da Erasmus. 

In un momento storico caratterizzato da una profonda crisi economica e da una disaffezione nei confronti delle istituzioni sovranazionali, in primis quelle dell’Unione Europea, Optima decide di investire energie e risorse materiali per colmare questo distacco. E lo fa sostenendo il programma europeo che da 27 anni permette agli universitari europei di spostarsi all’interno del continente per trascorrere un periodo di studi in un altro Paese. Nuova università, nuove amicizie, nuove culture. Per molti giovani si tratta della loro prima esperienza lontano da casa. Senza contare che proprio l’anno scorso il programma ha rischiato di interrompersi a causa dei pesanti tagli ai fondi che la Commissione europea destina alle Agenzie nazionali per finanziare gli studenti in partenza. Optima Italia non poteva quindi scegliere un settore più indicato di questo per poter realizzare un investimento nell’ottica della responsabilità sociale d’impresa. 

Il progetto assume un valore ancora più imponente se si pensa che per la prima volta è un’azienda privata che finanzia con le sue risorse economiche un programma dell’Unione europa, e non il contrario, sfatando così l’immagine di un Sud che sperpera il denaro pubblico. Per la sua prima edizione, Optima ha stanziato 8 borse speciali del valore di 2.000 euro ciascuna, destinate ad altrettanti studenti Erasmus. 

Dopo aver superato le selezioni, che prevedono una prima fase di casting dal vivo e una seconda basata sul voto online, gli Optima Erasmus Students si impegnano a realizzare una specie di diario della loro esperienza all’estero. Il “sociality” di Optima è la nuova frontiera dell’entertainment che sposa l’empowerment. I protagonsiti diventano veri e propri citizen journalist attraverso la pubblicazione di video, immagini e articoli, sia dal punto di vista del tempo libero che dell’impegno di studio. 

Dopo la presentazione il passato marzo in una conferenza stampa presso la sede di Bruxelles del Parlamento europeo, in presenza del vice-Presidente Gianni Pittella, testimonial d’eccezione dell’iniziativa e fervente sostenitore dell’importanza del programma di mobilità, Optima Erasmus ha deciso di oltrepassare i confini nazionali. Per l’edizione 2015 sono, infatti, previste 10 borse di studio, del valore di 3.000 euro ciascuna, da destinare anche a studenti provenienti da atenei di tutta Europa. 

E con quale miglior paese stabilire la prima partnership se non con la Spagna? Meta Erasmus per eccellenza - stando alle statistiche diffuse dalla piattaforma online 

Statisticsforall.eu, che raggruppa i dati riguardanti la partecipazione ai progetti di mobilità europei fino al 2011, collocandola al vertice della classifica dei paesi di destinazione con un netto distacco sul secondo - la Spagna si prepara ad ospitare il lancio del “sociality”.

 

 

 

 

 

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